Un poster sul gambero rosso della Lousiana come possibile fonte di mangimi per l'acquacoltura è stato presentato a Capri, al secondo workshop organizzato da "Grab-it", Università di Napoli Federico II e  Associazione Scientifica Centro di Portici, (27-29 giugno 2018). Il titolo del workshop (“Organic farming and agroecology as a response to global challenges”), ha fornito una bella occasione per esporre le tematiche del progetto Sushin mediante un poster ("Lousiana red crayfish meal: a novel functional feed for organic fish diets?"), presentato da CREA e Univ. di Udine. Il  poster ha illustrato le possibilità di uno sfruttamento del gambero rosso della Lousiana, specie invasiva, in allevamenti di pesce certtificati "bio".
 
Il futuro dell’Acquacoltura:
la nutrizione delle specie ittiche allevate tra sicurezza alimentare e sostenibilità
Porto Conte Ricerche, Alghero dal 9 al 13 Luglio 2018.
L'acquacoltura mostra segni di ripresa nell'Unione europea (UE), dopo oltre un decennio di stagnazione. Il settore ha registrato una crescita del 4% in volume e dell'8% in valore tra il 2014 e il 2015 e i suoi profitti hanno superato i 400 milioni di euro. Attualmente, sta generando più valore che mai, assicura l'esecutivo europeo.
Nei giorni 15 e 16 febbraio u.s. si è tenuta a Pordenone la seconda edizione di AQUAFARM, organizzata come congresso scientifico e fiera espositiva di settore.

Oli qualitativamente migliori con l'uso di una tecnologia estrattiva a basso impatto ossidativo. È il risultato ottenuto dal team di SOS Ager di UniSS, dopo aver confrontato i risultati ottenuti dall'applicazione di due diverse tecnologie estrattive. Il confornto è stato operato su una metodologia convenzionale, che ha previsto l'uso di un impianto a due fasi e mezza, contro un impianto innovativo a basso impatto ossidativo.
I paramentri di cui gli scienziati del team hanno tenuto conto sono l'acidità, i perossidi, le clorofille, i tocoferoli, polifenoli in HPLC e l'attività antiossidante. Tabella 1 – Acidità

 

Tabella 1 Bosana

*A lettere diverse lungo la colonna corrispondono valori statisticamente differenti.

L'uso della tecnologia estrattiva a basso impatto ossidativo ha permesso di ottenere oli migliori per tutti i parametri considerati. I valori di acidità e di perossidi infatti sono stati significativamente inferiori, mentre il contenuto in clorofille e tocoferoli e la capacità antiossidante sono risultati statisticamente superiore (Tabella 1).

 

Tabella 2 – Profilo fenolico (principali composti in mg/kg) di oli della varietà Bosana ottenuti con due tecnologie estrattive

 

Tabella 2 Bosana

Per quanto riguarda i principali polifenoli invece, quattro dei sei composti presenti in Tabella 2 sono risultati in quantità superiore nei campioni estratti con la tecnologia innovativa.

I risultati ottenuti, nel complesso, ci permettono di affermare, almeno per i parametri presi in considerazione, che l'uso di una tecnologia estrattiva a basso impatto ossidativo permette di ottenere oli qualitativamente migliori e con una presunta maggiore shelf life.

 

 

 

 

 

 

Ager - Agroalimentare e ricerca,
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