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  • 29 Giugno 2020

Quanto e quando serve, risparmiando sui costi e tutelando l’ambiente

Nuove strategie di precision farming nella fertilizzazione azotata del grano duro, con aumento della qualità e diminuzione dei costi di produzione

 

Da diverso tempo, il comparto cerealicolo risente fortemente degli stravolgimenti dovuti al climate change e alle fluttuazioni dei costi dei mezzi tecnici, spesso al rialzo. Con fabbisogni di conoscenza e innovazione tecnologica non sempre soddisfatti.

In questo contesto si è inserita l’attività del progetto “Costruzione di un prototipo per l’ottimizzazione della concimazione azotata a rateo variabile del grano duro in funzione di previsioni climatiche di medio periodo”, sostenuto da AGER - AGroalimentare E Ricerca grazie a un bando per il trasferimento delle innovazioni ottenuti in precedenti progetti.

L'iniziativa ha interessato due aspetti della produzione ceralicola: un primo, di cui si parla in questo articolo, riguarda l'ottimizzazione della concimazione azotata, mentre il secondo è relativo all'utilizzo della granella per la produzione di pasta "a filiera corta" (l'approfondimento è disponibile qui).

In merito all'ottimizzazione della concimazione azotata, il progetto ha messo a punto un prototipo di precision farming  basato su un software da applicare alle trattrici. Il sistema utilizza modelli di simulazione della crescita colturale, previsioni climatiche stagionali, immagini satellitari e di droni per fornire ai produttori specifiche informazioni su modalità, quantità e tempistiche della concimazione azotata, tenendo conto delle reali necessità della coltura.

Il risultato agronomico consiste in una diminuzione di circa il 33 % dei quantitativi di azoto per ettaro rispetto ad una dose convenzionale, con un risparmio sui costi del fertilizzante e una più elevata tutela ambientale dovuta alla consistente riduzione della percolazione dell’azoto distribuito in eccesso nelle acque di falda.

Sono stati rilevati effetti positivi anche sulla granella: sottoposta alle analisi proteomiche, il quantitativo di proteine del grano concimato utilizzando le indicazioni del software è superiore al 14,5%, un dato molto interessante anche ai fini della premialità e in grado di soddisfare la domanda di farine dall’elevato valore tecnologico da parte delle industrie di trasformazione.

Il team di ricerca è composto dalle Università di Padova, di Parma, di Teramo e di Firenze. Quest’ultima ha avviato un percorso per la creazione di uno Spin-off per fornire un supporto alle aziende cerealicole per la gestione della fertilizzazione azotata. Il servizio, a differenza di quanto già presente sul mercato, si basa sull’estrema semplicità di uso, sulla rapidità di inserimento delle poche informazioni necessarie al sistema, con risparmio di tempo per l’agricoltore, nonché sull’estrema chiarezza e semplicità delle informazioni prodotte in uscita.

Maggiori informazioni sull'attività di trasferimento tecnologico sono disponibili sul sito di progetto.